Senza categoria

danilo

Niente chimica da Danilo

La storia che vogliamo raccontarvi oggi è quella di Danilo uno dei nostri produttori nel mantovano, che ha convertito la sua azienda al biologico ormai da più di quindici anni.

image

La voce pacata di Danilo porta un senso di tranquillità, che sicuramente ha infuso nella sua attività, ma parlando con lui si capisce bene che dietro a questa pacatezza c’è anche un vero guerriero, che ha lottato e che lotta ogni giorno per produrre senza chimica frutta e verdura buona per tutti, ambiente compreso.
E’ proprio questa avversione per la chimica che porta Danilo, alla fine degli anni 90, a decidere di stravolgere completamente la realtà della sua azienda, che all’epoca era dedicata all’allevamento di 25 vacche da latte, per iniziare una nuova avventura di produzione e vendita prodotti agricoli.

Scelta drastica e importante dunque, dettata da un peggioramento delle condizioni di vendita del latte con prezzi sempre più bassi, e dalla sensazione sempre più forte che fosse necessario produrre un bene più importante del latte, un bene basilare per l’alimentazione umana. Ecco dunque che coltivare prodotti della terra diventa per Danilo l’obiettivo primario per offrire un’opportunità di nutrimento vero, buono, naturale e soprattutto sano. Passione che ora condivide anche con il figlio Elia, che dopo gli studi ha deciso di restare in famiglia e diventare parte fondante della forza lavoro dell’azienda.
Sui suoi 8 ettari di terreno inizia la nuova esperienza con alberi da frutto, come mele, ciliegie, pere, albicocche e pesche, e poi tutti i fantastici prodotti da orto, dalle insalate ai pomodori, fino ai cavolfiori e alle patate.

image2 image3
Dopo un po’ di attesa, i primi frutti sono arrivati dopo circa 5 anni, e qualche delusione economica dai circuiti di vendita all’ingrosso, l‘Azienda Agricola Pagliette, di Solferino (Mn) giunge al suo equilibrio grazie alla vendita al dettaglio, alla fornitura ai Gas locali (gruppi di acquisto solidale) e alla collaborazione con Cortobio, che dura ormai da 4 anni.
Gli chiediamo quali siano i vantaggi di essere entrato a far parte del circuito di produttori di Cortobio, e ci conferma che siamo per lui una certezza, sa che può contare su di noi, e su tutti i clienti abbonati, per poter avere una buona vendita, sicura e ben pagata, perchè Cortobio garantisce oltre il 60% del prezzo pagato dal consumatore al produttore.

La vita bucolica di Danilo e Elia è anche in realtà una lotta continua, tra avversità climatiche e parassiti di vecchia e purtroppo nuovissima conoscenza. La vita di chi ama la terra non è facile e ogni stagione è una bella incognita. Da pochi anni a questa parte la grandine da record, per intensità e grandezza del chicco, ha mietuto moltissime vittime tra fiori e frutti, un vero flagello, di cui questa zona delle colline moreniche non ha memoria storica, purtroppo facciamo i conti con una delle catastrofiche novità del clima impazzito.

E poi i nuovi parassiti, prime fra tutti le temutissime cimici asiatiche, veloci e attivissime di notte, danneggiano inesorabilmente i frutti in via di maturazione, che non saranno poi vendibili. Pensate che più del 60% del raccolto viene distrutto da insetti! Una quantità incredibile, quanto lavoro perso e che dispiacere!

Ma Danilo è comunque sereno e ottimista, dall’anno scorso le reti antigrandine e antinsetto messe sui meli hanno dato buoni frutti, nel vero senso della parola, e ora sarà necessario estendere questa copertura anche sul resto dei frutteti, ma la spesa è notevole come potete ben immaginare.

Oltre alle reti, gli alleati di Danilo e Elia sono naturalissimi: olio di neem e piretro sono i repellenti naturali maggiormente utilizzati, insieme agli storici zolfo e rame contro muffe e funghi.

Per quanto riguarda poi gli ortaggi, il segreto è solo uno: rispettare il terreno. Ebbene sì, da questa saggezza derivano grandi vantaggi: con la rotazione delle colture e la pratica del sovescio, di grossi problemi non ce ne sono, ci rassicura Danilo. Infatti cambiando di anno in anno la coltivazione su ogni appezzamento di terreno, non si rischia di favorire il continuo proliferare di specifici parassiti, che saranno sempre presenti certo, ma in maniera contenuta, e il raccolto perso sarà una piccola parte.

E pensate quale grande rivelazione ci fa: per scelta non concima con i classici concimi, ma utilizza per arricchire il terreno solo letame! Un solo prodotto, naturalissimo. Il suo terreno poi viene messo a riposo, è questo il vero segreto, lasciar riposare ogni tanto qualche fascia di terreno, che ringrazierà e darà il suo meglio la stagione seguente, senza alcun intervento umano. “Il terreno – dice – non sfruttato, ha bisogno di poco, dà lui.”

insa

Che bella questa testimonianza di rispetto e amore, pazienza e dedizione e che buoni i tuoi prodotti Danilo! Grazie per il tuo tempo e la tua passione, noi ti immaginiamo nei tuoi campi, magari un po’ stanco e preoccupato per gli insetti invasori, ma con quella soddisfazione unica di sapere che il tuo lavoro ci offre al possibilità di mangiare ancora sapori genuini e senza chimica, un grande servizio per noi clienti e per l’ambiente.

                                         daniloelia

 


batata 6

La batata rossa: comfort food

In arrivo in queste settimane l’inusuale batata rossa, o patata dolce o patata americana. Probabilmente alcuni di voi non l’avranno mai vista, e come sapete ci piace sempre stupirvi con buone novità. Ci piace anche farvi conoscere le virtù di questa radice davvero speciale per la nostra salute, versatile in cucina e dal gusto delicato.
Innanzitutto chiariamo subito che, a differenza della patata classica, la batata rossa non è una solanacea e non è neanche un tubero, ma una radice, il che la rende molto più adatta della patata all’alimentazione, in special modo quella infantile. La batata rossa dunque non ha sostanze tossiche come la solanina appunto, e si può mangiare anche cruda, perciò possiamo creare davvero moltissime ricette fantasiose.

Quante proprietà!

La batata rossa ha moltissime fibre, vitamine del gruppo B, e sali minerali. Inoltre recenti studi hanno scoperto che nella sua buccia ci sono sostanze in grado di contrastare il diabete, caspita che alleata di salute! Il sapore delicato, si sposa benissimo a piatti sia salati che dolci, è un ottimo legante per polpette, sformatini, e con la sua polpa colorata possiamo creare gnocchi, chips in forno e purè, la ameranno tutti, vedrete, è un vero comfort food per tutta la famiglia.

Oggi vogliamo condividere con voi la ricetta per una avvolgente vellutata super colorata:

  • 350 gr di batata rossa con tutta la buccia
  • mezzo porro
  • 400 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di dado fatto in casa
  • 2 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • pepe qb

In una casseruola mettere a tocchi la batata, e il porro, coprire con l’acqua, aggiungendo il dado e l’olio. Facciamo cuocere per 15 minuti. Frulliamo il tutto con un minipimer a immersione, aggiustiamo di sale e serviamo fumante.

batata 6

 

 

arance petyx

Le rosse di Sicilia

Quanto ci piace la Sicilia! E ora che si tinge anche di rosso con l’arrivo delle favolose arance tarocco è proprio bello ricevere i suoi prodotti, e gustare il sapore intenso delle sue terre.
Come sapete, ci piace anche farvi conoscere i volti e le storie di chi sta dietro ai prodotti che ricevete in cassetta, e oggi siamo in compagnia di Francesco Petyx, il nostro produttore di arance rosse.

20160817_135046

I suoi agrumeti stanno in provincia di Agrigento, e sorgono sui terreni alluvionali del fiume Platani, perfetti per la coltivazione delle arance, sono infatti ricchi di minerali che conferiscono alle arance un sapore inconfondibile.

Questa speciale varietà di arance rosse è detta tarocco dal muso, ci spiega Francesco, proprio per la particolare conformazione della parte vicina al picciolo, qui sotto le potete ammirare in una composizione davvero meravigliosa:

 

arance petyx

Dopo aver passato molti anni nel palermitano, Francesco si definisce un “coltivatore di ritorno“, infatti è negli ultimi 20 anni che si è stanziato definitivamente in questa parte della sua Sicilia e ha deciso per la conversione al biologico di tutta la proprietà, che vanta 7 ettari di agrumeti.

Cosa vuol dire coltivare biologico? Innanzitutto rispettare il terreno, ci dice, con la pratica del sovescio, che consiste nel seminare specie erbacee, tagliarle e distribuirle poi sotto le piante, lavorando il terreno solo superficialmente, in questo modo la terra si arricchisce in azoto e resta soffice e fertile per gli alberi che dovranno dare frutti, senza l’intervento di fertilizzanti chimici.

Un’altra pratica importantissima è la potatura manuale, eseguita da professionisti qualificati, la cui manodopera, così specializzata, ha un costo molto elevato. Queste operazioni, che si praticano da aprile a luglio, sono possibili su rotazioni annuali, considerando che in una giornata si riescono a potare circa 10/12 alberi e che in un ettaro ci sono ben 400 piante, possiamo immaginare quanto sia onerosa questa operazione e quanto richieda anche in termini di tempo.

La vocazione di questo territorio per le arance rosse, deve anche la sua fortuna e fertilità, oltre alle terre alluvionali, anche ad una sorgente di acqua, chiamata appunto Fontanafredda, che dà il nome all’azienda. Guardate che spettacolo!

sorgente da cui il nome Fontanafredda

Grazie alla presenza di quest’acqua di sorgente, Francesco riesce a dissetare i suoi preziosissimi aranci anche nelle torride estati, che, solo chi conosce l’interno della Sicilia, sa quanto possano essere calde.

Dietro a queste arance c’è tanto amore per la propria terra e rispetto per la natura, in questa azienda infatti, la produzione non è “spinta”, come sempre avviene in agricoltura convenzionale, non si concima il terreno per avere più prodotto, qui a Fontanafredda si riceve quello che la natura riesce a dare, nei ritmi regolari, sapendo aspettare le annate migliori, e questa, ci dice Francesco, è una di quelle: qualità e pezzatura sono in ottima forma.

E noi dunque, non possiamo far altro che ricevere con gioia questi frutti così profumati, ricchi di proprietà benefiche e di gusto. Grazie alle spiegazioni di Francesco, ora sapremo goderci ancora di più queste arance prelibate.

 

 

image5

I carciofi di Tobia

Sembra il titolo di una storia un po’ magica, e in effetti lo è. Vi portiamo in Sardegna e vi raccontiamo una storia, vera, fatta di vita, fatica, amore e dedizione alla Terra, quella di Tobia è una storia dal sapore buono dall’inizio alla fine.

Voliamo con la mente in Sardegna, immaginiamocela però ancora più selvaggia di come magari siamo abituati a vederla d’estate, e dipingiamola di verde, un verde intenso, quello dei colli e dei campi di Tobia Desogus, il re dei carciofi.

image5

I campi di Tobia al momento sono 14 ettari, di cui parte a vigneto (3 ettari), 5000 metri di oliveto, gli altri terreni a rotazione con i carciofi. Di norma, ci dice, ho 3/4 ettari di carciofi all’anno.

I suoi sono proprio i carciofi che trovate in cassetta, carnosi e gustosissimi. Il segreto del loro sapore sta nel microclima che si forma in questa zona, i terreni di Tobia infatti sorgono a Sud della Sardegna, in provincia di Carbonia – Iglesias, in una condizione privilegiata, non lontani dal mare, e non esposti al gelo dell’entroterra, che mai come quest’anno ha decimato le coltivazioni dei suoi vicini. Si parla infatti quasi di un piccolo miracolo, se in questo periodo riusciamo a gustare questi splendidi carciofi. E’ proprio grazie alla posizione strategica che li ripara negli inverni più estremi, e alla brezza marina che i carciofi di Tobia acquisiscono un sapore unico, i minerali dei vapori marini arrivano fin qui e si depositano nel terreno, pronti per essere assorbiti dalle giovani piante.




image9

 

Ma non c’è solo il mare a renderli così buoni, la cura e l’amore per ogni singola pianta, fanno sì che ogni carciofo sia un prodotto artigianale, piantato a mano, accudito dalle erbacce, dagli afidi e raccolto con sapienza al momento giusto, sempre manualmente.

image3

Tutta questa sapienza Tobia l’ha imparata coltivando dapprima i terreni di famiglia, passione che, nonostante una laurea e un lavoro nel mondo dell’informatica, il suo cuore non ha dimenticato…e nel 2010 decide di non accettare il contratto a tempo indeterminato presso l’azienda informatica: torna definitivamente alla campagna, il suo grande amore, e noi non possiamo che fargli un applauso per questa scelta così coraggiosa.

I carciofi coltivati da Tobia sono di due varietà, lo spinoso sardo, varietà autoctona, e il tema, il classico carciofo che riceviamo in cassetta. Ci dice che i suoi preferiti sono gli spinosi, che lo sono di nome e di fatto, per i quali bisogna avere una certa dimestichezza per la pulitura, e ci raccomanda di provarli crudi. Noi intanto gli promettiamo di allenarci con la varietà tema, che ci pare comunque già abbastanza spinosa, e magari quando saremo pronti, faremo un ordine anche della varietà spinosa.

Un grazie a Tobia per la sua disponibilità a parlarci del suo lavoro con tanta passione. Ora, ogni volta che ci saranno i carciofi in cassetta avremo anche un volto e un nome, e sapremo gustare ancora di più il sapore unico di questo frutto di una terra così generosa e di un lavoro così paziente e delicato.

image6

cavolo

Sua maestà il cavolo cappuccio

Inizia la stagione autunnale ed ecco che arriva puntuale l’epoca del cavolo cappuccio, sia verde che viola…e rieccoci al solito dilemma: come lo consumiamo?

cavolo

Se per caso vi venisse voglia di escluderlo dalle vostre cassettine, ecco un piccolo promemoria per tenervelo invece stretto stretto.

Primo: è un ortaggio di stagione, e dunque abituare il proprio organismo alla rotazione di frutta e verdura consigliata da madre Natura, è sicuramente un’ottima strategia salva salute.

Secondo: l’utilizzo del cavolo cappuccio sia crudo che cotto rappresenta una buona mossa per tenere in forma il proprio organismo, fare il pieno di vitamine e fibre e salvaguardare la pressione arteriosa, l’indice glicemico e i livelli di colesterolo nel sangue.

Terzo: molte popolazioni antiche come i Romani non si facevano mai mancare questo alimento, in versione fermentata, per garantirsi un corretto apporto di vitamine e un buon funzionamento intestinale. Come si usa in macrobiotica infatti, è una buona abitudine per tutto l’organismo assumere i famosi crauti, che si ottengono facendo macerare il cavolo cappuccio crudo, tagliato sottilissimo e condito solo con sale, pressato con dei pesi in modo tale da far perdere l’acqua in eccesso. Questa preparazione è molto consigliata in una dieta ricca di carni ad esempio, non è un caso infatti che se ne faccia molto uso nei paesi nordici, dove carni e insaccati vanno alla grande, i batteri che si sviluppano durante la fermentazione dei crauti sono dei probiotici intestinali formidabili.

Quarto: con questa ricettina volante non potrete più fare a meno di avere un cavolo cappuccio nella vostra cassetta, ecco un’insalata veloce che stupirà i vostri ospiti per gusto e fantasia:

Ingredienti:

  • un cavolo cappuccio medio, freschissimo
  • 2 pere mature
  • semi di cumino, varietà kummel o carvi (dolcissimi e profumati)
  • acini di melograno
  • pepe
  • sale extra vergine di oliva
  • sale

tagliare a fettine sottilissime il cavolo, affettare le pere e condire il tutto con semi di cumino (parliamo di quel cumino che troviamo nei pani trentini, non nelle salse indiane) pepe, olio e sale. Se avete del melograno andrà benissimo per dare quel tocco di colore che fa sempre bene al cuore.

 

 

cappuccio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pi dei Romani, il cavolo cappuccio tagliato a striscioline e marinato con il sale rappresentava un irrinunciabile pasto, soprattutto in inverno dove le difese immunitarie si abbassano

Torna all'inizio