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La batata rossa: comfort food

In arrivo in queste settimane l’inusuale batata rossa, o patata dolce o patata americana. Probabilmente alcuni di voi non l’avranno mai vista, e come sapete ci piace sempre stupirvi con buone novità. Ci piace anche farvi conoscere le virtù di questa radice davvero speciale per la nostra salute, versatile in cucina e dal gusto delicato.
Innanzitutto chiariamo subito che, a differenza della patata classica, la batata rossa non è una solanacea e non è neanche un tubero, ma una radice, il che la rende molto più adatta della patata all’alimentazione, in special modo quella infantile. La batata rossa dunque non ha sostanze tossiche come la solanina appunto, e si può mangiare anche cruda, perciò possiamo creare davvero moltissime ricette fantasiose.

Quante proprietà!

La batata rossa ha moltissime fibre, vitamine del gruppo B, e sali minerali. Inoltre recenti studi hanno scoperto che nella sua buccia ci sono sostanze in grado di contrastare il diabete, caspita che alleata di salute! Il sapore delicato, si sposa benissimo a piatti sia salati che dolci, è un ottimo legante per polpette, sformatini, e con la sua polpa colorata possiamo creare gnocchi, chips in forno e purè, la ameranno tutti, vedrete, è un vero comfort food per tutta la famiglia.

Oggi vogliamo condividere con voi la ricetta per una avvolgente vellutata super colorata:

  • 350 gr di batata rossa con tutta la buccia
  • mezzo porro
  • 400 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di dado fatto in casa
  • 2 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • pepe qb

In una casseruola mettere a tocchi la batata, e il porro, coprire con l’acqua, aggiungendo il dado e l’olio. Facciamo cuocere per 15 minuti. Frulliamo il tutto con un minipimer a immersione, aggiustiamo di sale e serviamo fumante.

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Le rosse di Sicilia

Quanto ci piace la Sicilia! E ora che si tinge anche di rosso con l’arrivo delle favolose arance tarocco è proprio bello ricevere i suoi prodotti, e gustare il sapore intenso delle sue terre.
Come sapete, ci piace anche farvi conoscere i volti e le storie di chi sta dietro ai prodotti che ricevete in cassetta, e oggi siamo in compagnia di Francesco Petyx, il nostro produttore di arance rosse.

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I suoi agrumeti stanno in provincia di Agrigento, e sorgono sui terreni alluvionali del fiume Platani, perfetti per la coltivazione delle arance, sono infatti ricchi di minerali che conferiscono alle arance un sapore inconfondibile.

Questa speciale varietà di arance rosse è detta tarocco dal muso, ci spiega Francesco, proprio per la particolare conformazione della parte vicina al picciolo, qui sotto le potete ammirare in una composizione davvero meravigliosa:

 

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Dopo aver passato molti anni nel palermitano, Francesco si definisce un “coltivatore di ritorno“, infatti è negli ultimi 20 anni che si è stanziato definitivamente in questa parte della sua Sicilia e ha deciso per la conversione al biologico di tutta la proprietà, che vanta 7 ettari di agrumeti.

Cosa vuol dire coltivare biologico? Innanzitutto rispettare il terreno, ci dice, con la pratica del sovescio, che consiste nel seminare specie erbacee, tagliarle e distribuirle poi sotto le piante, lavorando il terreno solo superficialmente, in questo modo la terra si arricchisce in azoto e resta soffice e fertile per gli alberi che dovranno dare frutti, senza l’intervento di fertilizzanti chimici.

Un’altra pratica importantissima è la potatura manuale, eseguita da professionisti qualificati, la cui manodopera, così specializzata, ha un costo molto elevato. Queste operazioni, che si praticano da aprile a luglio, sono possibili su rotazioni annuali, considerando che in una giornata si riescono a potare circa 10/12 alberi e che in un ettaro ci sono ben 400 piante, possiamo immaginare quanto sia onerosa questa operazione e quanto richieda anche in termini di tempo.

La vocazione di questo territorio per le arance rosse, deve anche la sua fortuna e fertilità, oltre alle terre alluvionali, anche ad una sorgente di acqua, chiamata appunto Fontanafredda, che dà il nome all’azienda. Guardate che spettacolo!

sorgente da cui il nome Fontanafredda

Grazie alla presenza di quest’acqua di sorgente, Francesco riesce a dissetare i suoi preziosissimi aranci anche nelle torride estati, che, solo chi conosce l’interno della Sicilia, sa quanto possano essere calde.

Dietro a queste arance c’è tanto amore per la propria terra e rispetto per la natura, in questa azienda infatti, la produzione non è “spinta”, come sempre avviene in agricoltura convenzionale, non si concima il terreno per avere più prodotto, qui a Fontanafredda si riceve quello che la natura riesce a dare, nei ritmi regolari, sapendo aspettare le annate migliori, e questa, ci dice Francesco, è una di quelle: qualità e pezzatura sono in ottima forma.

E noi dunque, non possiamo far altro che ricevere con gioia questi frutti così profumati, ricchi di proprietà benefiche e di gusto. Grazie alle spiegazioni di Francesco, ora sapremo goderci ancora di più queste arance prelibate.

 

 

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I carciofi di Tobia

Sembra il titolo di una storia un po’ magica, e in effetti lo è. Vi portiamo in Sardegna e vi raccontiamo una storia, vera, fatta di vita, fatica, amore e dedizione alla Terra, quella di Tobia è una storia dal sapore buono dall’inizio alla fine.

Voliamo con la mente in Sardegna, immaginiamocela però ancora più selvaggia di come magari siamo abituati a vederla d’estate, e dipingiamola di verde, un verde intenso, quello dei colli e dei campi di Tobia Desogus, il re dei carciofi.

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I campi di Tobia al momento sono 14 ettari, di cui parte a vigneto (3 ettari), 5000 metri di oliveto, gli altri terreni a rotazione con i carciofi. Di norma, ci dice, ho 3/4 ettari di carciofi all’anno.

I suoi sono proprio i carciofi che trovate in cassetta, carnosi e gustosissimi. Il segreto del loro sapore sta nel microclima che si forma in questa zona, i terreni di Tobia infatti sorgono a Sud della Sardegna, in provincia di Carbonia – Iglesias, in una condizione privilegiata, non lontani dal mare, e non esposti al gelo dell’entroterra, che mai come quest’anno ha decimato le coltivazioni dei suoi vicini. Si parla infatti quasi di un piccolo miracolo, se in questo periodo riusciamo a gustare questi splendidi carciofi. E’ proprio grazie alla posizione strategica che li ripara negli inverni più estremi, e alla brezza marina che i carciofi di Tobia acquisiscono un sapore unico, i minerali dei vapori marini arrivano fin qui e si depositano nel terreno, pronti per essere assorbiti dalle giovani piante.




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Ma non c’è solo il mare a renderli così buoni, la cura e l’amore per ogni singola pianta, fanno sì che ogni carciofo sia un prodotto artigianale, piantato a mano, accudito dalle erbacce, dagli afidi e raccolto con sapienza al momento giusto, sempre manualmente.

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Tutta questa sapienza Tobia l’ha imparata coltivando dapprima i terreni di famiglia, passione che, nonostante una laurea e un lavoro nel mondo dell’informatica, il suo cuore non ha dimenticato…e nel 2010 decide di non accettare il contratto a tempo indeterminato presso l’azienda informatica: torna definitivamente alla campagna, il suo grande amore, e noi non possiamo che fargli un applauso per questa scelta così coraggiosa.

I carciofi coltivati da Tobia sono di due varietà, lo spinoso sardo, varietà autoctona, e il tema, il classico carciofo che riceviamo in cassetta. Ci dice che i suoi preferiti sono gli spinosi, che lo sono di nome e di fatto, per i quali bisogna avere una certa dimestichezza per la pulitura, e ci raccomanda di provarli crudi. Noi intanto gli promettiamo di allenarci con la varietà tema, che ci pare comunque già abbastanza spinosa, e magari quando saremo pronti, faremo un ordine anche della varietà spinosa.

Un grazie a Tobia per la sua disponibilità a parlarci del suo lavoro con tanta passione. Ora, ogni volta che ci saranno i carciofi in cassetta avremo anche un volto e un nome, e sapremo gustare ancora di più il sapore unico di questo frutto di una terra così generosa e di un lavoro così paziente e delicato.

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Sua maestà il cavolo cappuccio

Inizia la stagione autunnale ed ecco che arriva puntuale l’epoca del cavolo cappuccio, sia verde che viola…e rieccoci al solito dilemma: come lo consumiamo?

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Se per caso vi venisse voglia di escluderlo dalle vostre cassettine, ecco un piccolo promemoria per tenervelo invece stretto stretto.

Primo: è un ortaggio di stagione, e dunque abituare il proprio organismo alla rotazione di frutta e verdura consigliata da madre Natura, è sicuramente un’ottima strategia salva salute.

Secondo: l’utilizzo del cavolo cappuccio sia crudo che cotto rappresenta una buona mossa per tenere in forma il proprio organismo, fare il pieno di vitamine e fibre e salvaguardare la pressione arteriosa, l’indice glicemico e i livelli di colesterolo nel sangue.

Terzo: molte popolazioni antiche come i Romani non si facevano mai mancare questo alimento, in versione fermentata, per garantirsi un corretto apporto di vitamine e un buon funzionamento intestinale. Come si usa in macrobiotica infatti, è una buona abitudine per tutto l’organismo assumere i famosi crauti, che si ottengono facendo macerare il cavolo cappuccio crudo, tagliato sottilissimo e condito solo con sale, pressato con dei pesi in modo tale da far perdere l’acqua in eccesso. Questa preparazione è molto consigliata in una dieta ricca di carni ad esempio, non è un caso infatti che se ne faccia molto uso nei paesi nordici, dove carni e insaccati vanno alla grande, i batteri che si sviluppano durante la fermentazione dei crauti sono dei probiotici intestinali formidabili.

Quarto: con questa ricettina volante non potrete più fare a meno di avere un cavolo cappuccio nella vostra cassetta, ecco un’insalata veloce che stupirà i vostri ospiti per gusto e fantasia:

Ingredienti:

  • un cavolo cappuccio medio, freschissimo
  • 2 pere mature
  • semi di cumino, varietà kummel o carvi (dolcissimi e profumati)
  • acini di melograno
  • pepe
  • sale extra vergine di oliva
  • sale

tagliare a fettine sottilissime il cavolo, affettare le pere e condire il tutto con semi di cumino (parliamo di quel cumino che troviamo nei pani trentini, non nelle salse indiane) pepe, olio e sale. Se avete del melograno andrà benissimo per dare quel tocco di colore che fa sempre bene al cuore.

 

 

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pi dei Romani, il cavolo cappuccio tagliato a striscioline e marinato con il sale rappresentava un irrinunciabile pasto, soprattutto in inverno dove le difese immunitarie si abbassano

banca etica

Una primavera piena di eventi

Il mese di maggio ha aperto le danze a numerosi appuntamenti.

Dove siamo stati:
Sabato 7 maggio siamo stati ospiti all’inaugurazione della nuova sede bresciana di Banca Etica, che dire, una festa davvero riuscitissima, tra musica, esibizione di flamenco, giocolieri e vari assaggi di squisitezze bio, il tempo è volato in un bellissimo pomeriggio di sole.
banca eticaContinuiamo poi l’ormai noto festival olistico “Chiarissima”, in una cornice davvero mozzafiato, Villa Mazzotti di Chiari (Bs), i nostri prodotti sono stati presi d’assalto dai numerosi frequentatori del festival. Fragole e asparagi i veri protagonisti degli acquisti, ma anche le carote viola e il cavolo rapa hanno destato la curiosità dei passanti, che non hanno esitato ad acquistarne in quantità, per sperimentare gusto e benefici di questi ortaggi davvero inusuali. Per concludere il festival lo showcooking di Alessandra Lucentini di Potere ai Fornelli, nostra fan e collaboratrice, che ha catturato il pubblico con le nostre prelibatezze: crema di melanzane, cavolo rapa con salsa di sesamo e gli straordinari spaghetti crudisti di cetriolo, che dire un’ottima occasione per apprezzare i nostri prodotti.

chiarissima ale

 

chiarissima manu

Sabato 28 maggio abbiamo avuto il dono dell’ubiquità. Siamo stati infatti ospiti della manifestazione “Padenghe Verde”, con esposizione e vendita dei nostri prodotti. Giunta alla sua decima edizione, questa festa vede il coinvolgimento di tutto il paese con esposizioni e grandi eventi dedicati al mondo del verde: workshop, prodotti e soprattutto l’allestimento di spazi verdi nel centro del paese. E anche le nostre verdurine hanno contribuito a rendere ancora più green l’evento.
E sempre sabato 28 maggio nel pomeriggio alle ore 16.30 abbiamo organizzato uno showcooking di cucina naturale presso il bellissimo negozio biologico I fiori di Ciliegio a Orzinuovi. Evento a porte aperte con assaggi gratuiti.

Dove saremo: 

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Continuiamo con le feste e domenica 19 giugno vi invitiamo a Bedizzole (Bs) al festival “Veniamo in pace”, alla sua prima edizione il mega festival vegan, si propone come un appuntamento di condivisione tematiche, ricerche e approfondimenti sull’alimentazione e i diversi stili di vita, il tutto sapientemente mescolato in una splendida location con mercati espositivi, aperitivi e dj set serali. E ovviamente in una vera festa, tra contenuti e divertimento…noi ci saremo, venite anche voi?

 

E ora tenetevi liberi sabato 25 giugno 2016 per una super festa dei 5 anni di Cortobio!

Stiamo organizzando una giornata bucolica in una delle nostre aziende fiore all’occhiello, tra laboratori per grandi e piccini, una pranzo da leccarsi i baffi e passeggiate nel verde. A breve tutte le info per fare festa insieme!

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