Cortobio asce nel 2011, a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, il progetto ha preso forma come cooperativa agricola con l’obiettivo di organizzare e rendere possibile una filiera corta fondata sulla collaborazione tra piccoli produttori, molti dei quali oggi soci, e famiglie consumatrici.


Cortobio si sviluppa da un progetto dell’associazione La Buona Terra, realtà impegnata nella promozione dell’agricoltura biologica e nell’assistenza tecnica agli agricoltori in fase di passaggio e in campo, ormai attiva sul territorio bresciano da oltre 30 anni.
Al cuore di Cortobio c’è una semplice idea, ma esigente: ridurre le distanze che spesso separano il lavoro agricolo dal consumo quotidiano. Non solo distanze fisiche, ma anche economiche e culturali. Questa visione si traduce nella distribuzione di cassette di frutta e verdura biologica, composte secondo la stagionalità e la reale disponibilità dei raccolti. Ogni cassetta riflette il ritmo della Natura e il tempo della terra, con tutte le variazioni, le piccole imperfezioni e le inevitabili differenze rispetto alla grande distribuzione. In ogni frutto e in ogni ortaggio c’è una storia, il racconto di mani che seminano, curano e raccolgono, e di un territorio che offre i suoi frutti seguendo il ritmo delle stagioni.
Il progetto si fonda su una rete di piccoli produttori biologici, in gran parte soci della cooperativa, che coltivano secondo i principi dell’agricoltura biologica e condividono una responsabilità comune verso il suolo, l’ambiente e il consumatore. Cortobio non si configura come un semplice intermediario, ma come una struttura che coordina, sostiene e valorizza il lavoro agricolo, mantenendo una dimensione contenuta e soprattutto umana.
Nel tempo, questa organizzazione ha permesso di costruire una rete solida che oggi conta oltre 1500 clienti attivi e più di 60 punti di ritiro distribuiti sul territorio tra le province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona, numeri che testimoniano una crescita costante e radicata nelle province interessate dal servizio. La cooperativa diventa così un luogo dove la cura del terreno si intreccia con la cura delle relazioni, e dove il rispetto per il prodotto si traduce in attenzione verso chi lo produce e lo riceve.
La scelta di privilegiare produzioni locali risponde a una logica di chilometro zero che riduce l’impatto ambientale dei trasporti e rafforza il legame con il territorio. Anche la distribuzione, attraverso una organizzata maglia di punti di ritiro, o consegne a domicilio, mantiene questa dimensione di rapporto diretto e cura, facendo sentire il consumatore parte di un ciclo più ampio, in cui ogni aspetto è connesso al lavoro agricolo.
In un anno, attraverso questa rete, vengono commercializzate circa 600 tonnellate di prodotti biologici, suddivise su oltre 240 diverse varietà ortofrutticole, a conferma di una proposta ampia, stagionale e profondamente legata alla biodiversità agricola.
L’attenzione all’ambiente per Cortobio si esprime anche nelle scelte pratiche: le cassette utilizzate da Cortobio sono riutilizzabili, pensate per limitare la produzione di rifiuti e accompagnare il ciclo del consumo con un occhio di riguardo per il Pianeta.
Un altro elemento centrale riguarda la trasparenza economica. La forma cooperativa consente di costruire un prezzo che riconosce il valore del lavoro agricolo: una quota significativa del prezzo finale viene riconosciuto direttamente ai piccoli produttori, determinando una filiera libera dalla speculazione e dai prezzi al ribasso che governano il mercato.
La relazione con altre cooperative è parte integrante del percorso. In particolare con Retebio si è consolidata una collaborazione orientata a rafforzare le filiere biologiche e a promuovere una cultura del bio capace di coinvolgere produttori e consumatori. In questa direzione si inserisce anche il recente bando dedicato alle filiere, dal titolo “Coltiviamo anche relazioni”: un’iniziativa che racconta bene come la cooperazione possa diventare uno strumento concreto di sviluppo sostenibile e diffusione del biologico su scala più ampia. Il progetto, condiviso tra le realtà coinvolte, è finalizzato a promuovere il biologico in modo trasversale, dai campi alle tavole, in otto regioni italiane.
La vocazione di Cortobio alla comunicazione e alla collaborazione, si esprime anche attraverso la partecipazione al tavolo di coordinamento bio di Confcooperative, luogo di confronto tra realtà cooperative impegnate nel biologico, in cui Cortobio è presente insieme a esperienze di rilievo come la Fondazione Girolomoni.
Accanto alla dimensione produttiva, Cortobio coltiva anche una relazione culturale con il cibo. Attraverso il proprio sito e i canali di comunicazione, racconta l’origine dei prodotti, presenta i produttori attraverso video interviste, propone riflessioni sulla stagionalità e sull’uso quotidiano degli alimenti con video ricette e consigli sul non spreco. Organizza sul territorio corsi di cucina, nei quali il fulcro è la valorizzazione dei prodotti ortofrutticoli, la conoscenza dei prodotti più insoliti, e la mission del non spreco e della cultura del cibo, vero, fresco, di qualità. Non si tratta di educare, ma di accompagnare: offrire strumenti per riconoscere il valore del cibo, e tutto quello che ci sta dietro, cura, rispetto e autenticità.
L’esperienza maturata in questi anni, mostra come una cooperativa agricola, fondata su fiducia reciproca, possa diventare uno spazio concreto in cui agricoltura, territorio e consumatore continuano a parlarsi, rispettando i tempi e i ritmi della natura.
In ogni cassetta, Cortobio raccoglie e restituisce la storia di chi lavora la terra e di chi ne riceve i frutti, rendendo il gesto di nutrirsi un atto consapevole, un modo per coltivare relazioni oltre i campi.











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