L'ape che
Azienza apistica

Indirizzo
Via Maiolini, 12 – Ome (BS)
Dati aziendali
Titolari: Alessio Plebani
Numero di arnie bio: 400
Prodotti: miele di castagno, acacia, millefiori, rododendro, tiglio, melata
Collabora con Cortobio dal 2024
Qual'è il vostro impegno green come produttori?
Il padre di Alessio era un apicoltore hobbista e allevava le api rispettando le regole del bio, quando le certificazioni ancora non esistevano. Nel 2001 nasce l’azienda che quindi può essere subito certificata bio.
Con questo lavoro Alessio si dedica alla salvaguardia delle api, bio-indicatori per eccellenza, specie determinante per l’agricoltura e per il benessere di tutti noi.
Qual'è la vostra mission?
Il compito principale dell’azienda è produrre miele biologico, allevando le api lontano da strade ad alta percorrenza, allevamenti e pollai intensivi (dove potrebbero bottinare sostanze zuccherine residue da mangimi e quindi inquinare la produzione con antibiotici e batteri). Nel raggio di 3 km le fonti di nettare e polline devono essere costituite da flora spontanea e coltivazioni biologiche.
Nella produzione biologica la difesa delle api dalla Varroa destructor -vorace parassita che si nutre degli insetti adulti - viene affidata solo a prodotti naturali: l’acido formico e l’ossalico, il mentolo e il timolo, l’eucaliptolo e la canfora.
Inoltre gli alveari sono costituiti essenzialmente da materiali naturali, che non presentino rischi di contaminazione per l’ambiente o i prodotti dell’apicoltura. La cera utilizzata per costruire nuovi telai è biologica ed è prodotta solo dalle api dell’azienda, non viene acquista da altri, in questo modo non è inquinata da agenti estranei.
L’ape che… è un’apicoltura che rispetta i ritmi della natura: non spinge mai le api nella produzione, sostituisce le regine o crea nuovi nuclei solo quando serve.
I prodotti
Miele di castagno, acacia, millefiori, rododendro, tiglio, melata.
Quali sono le difficoltà/peculiarità nella coltivazione bio dei prodotti di principale produzione?
Purtroppo dal 2019 la produzione di miele continua a calare, a causa di eventi climatici sempre più estremi.
Nottate troppo fredde e gelate tardive impediscono al fiore di produrre nettare; temperature troppo alte portano invece fioriture improvvise, limitate a pochi giorni.
L’imprevedibilità climatica è diventata la principale sfida per l’apicoltore, insieme ai nuovi predatori, come la Vespa velutina (o calabrone dalle zampe gialle) e l’Aethina tumida (o tarlo delle arnie), piccolo coleottero che si nutre delle larve di api e del miele.





