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Le rosse di Sicilia

Quanto ci piace la Sicilia! E ora che si tinge anche di rosso con l’arrivo delle favolose arance tarocco è proprio bello ricevere i suoi prodotti, e gustare il sapore intenso delle sue terre.
Come sapete, ci piace anche farvi conoscere i volti e le storie di chi sta dietro ai prodotti che ricevete in cassetta, e oggi siamo in compagnia di Francesco Petyx, il nostro produttore di arance rosse.

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I suoi agrumeti stanno in provincia di Agrigento, e sorgono sui terreni alluvionali del fiume Platani, perfetti per la coltivazione delle arance, sono infatti ricchi di minerali che conferiscono alle arance un sapore inconfondibile.

Questa speciale varietà di arance rosse è detta tarocco dal muso, ci spiega Francesco, proprio per la particolare conformazione della parte vicina al picciolo, qui sotto le potete ammirare in una composizione davvero meravigliosa:

 

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Dopo aver passato molti anni nel palermitano, Francesco si definisce un “coltivatore di ritorno“, infatti è negli ultimi 20 anni che si è stanziato definitivamente in questa parte della sua Sicilia e ha deciso per la conversione al biologico di tutta la proprietà, che vanta 7 ettari di agrumeti.

Cosa vuol dire coltivare biologico? Innanzitutto rispettare il terreno, ci dice, con la pratica del sovescio, che consiste nel seminare specie erbacee, tagliarle e distribuirle poi sotto le piante, lavorando il terreno solo superficialmente, in questo modo la terra si arricchisce in azoto e resta soffice e fertile per gli alberi che dovranno dare frutti, senza l’intervento di fertilizzanti chimici.

Un’altra pratica importantissima è la potatura manuale, eseguita da professionisti qualificati, la cui manodopera, così specializzata, ha un costo molto elevato. Queste operazioni, che si praticano da aprile a luglio, sono possibili su rotazioni annuali, considerando che in una giornata si riescono a potare circa 10/12 alberi e che in un ettaro ci sono ben 400 piante, possiamo immaginare quanto sia onerosa questa operazione e quanto richieda anche in termini di tempo.

La vocazione di questo territorio per le arance rosse, deve anche la sua fortuna e fertilità, oltre alle terre alluvionali, anche ad una sorgente di acqua, chiamata appunto Fontanafredda, che dà il nome all’azienda. Guardate che spettacolo!

sorgente da cui il nome Fontanafredda

Grazie alla presenza di quest’acqua di sorgente, Francesco riesce a dissetare i suoi preziosissimi aranci anche nelle torride estati, che, solo chi conosce l’interno della Sicilia, sa quanto possano essere calde.

Dietro a queste arance c’è tanto amore per la propria terra e rispetto per la natura, in questa azienda infatti, la produzione non è “spinta”, come sempre avviene in agricoltura convenzionale, non si concima il terreno per avere più prodotto, qui a Fontanafredda si riceve quello che la natura riesce a dare, nei ritmi regolari, sapendo aspettare le annate migliori, e questa, ci dice Francesco, è una di quelle: qualità e pezzatura sono in ottima forma.

E noi dunque, non possiamo far altro che ricevere con gioia questi frutti così profumati, ricchi di proprietà benefiche e di gusto. Grazie alle spiegazioni di Francesco, ora sapremo goderci ancora di più queste arance prelibate.

 

 

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Chi conosce i friarielli?

I friarielli…per qualcuno sarà un termine noto e familiare, per altri invece questo termine è avvolto da una nebbia di mistero…cosa sono i friarielli? Chi li ha inventati? Come si cucinano e che sapore hanno?

Se vogliamo rendere giustizia a questo piatto, la pronuncia è alla napoletana, e di fatto sono un vero must della cucina campana, regione che vanta numerose ricette con questa semplice ma avvolgente bontà. Sveliamo subito cosa si cela dietro questa strana parola, spesso confusa con i friggitelli, che sono invece i dolci peperoni verdi, per i quali dobbiamo aspettare i mesi estivi, i friarielli altro non sono che le tenere e saporite cime di rapa, leggermente soffritte con olio, aglio e peperoncino.

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Tutto qua direte voi? Ebbene sì, un ingrediente tanto povero quanto perfetto per creare in tavola abbinamenti saporiti e gustosissimi. Confessa chi scrive, che al solo nominarli, si abbina immediatamente una certa acquolina, al pensiero di pizza ai friarielli, patate e friarielli, pasta ai friarielli, friarielli tali e quali. Il segreto sta nell’avere delle buone cime di rapa, fresche e tenere…e modestamente le nostre cime di rapa sono perfette.

Mondatele, tagliuzzate i gambi più fibrosi, e mi raccomando lasciate le infiorescenze, sono la parte più buona. Scaldate in una padella aglio, olio extra vergine e del peperoncino se gradito e piano piano cuocete le cime di rapa facendo ben attenzione a non farle attaccare alla padella, se salate una volta scaldate in olio, le verdure lasceranno andare una parte della loro acqua, rendendo così ancora più rapida la cottura.

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Se siete amanti delle verdure amare, procedete come descritto, altrimenti, se volete diminuire il sapore intenso delle cime di rapa, cuocetele per circa 10 minuti a vapore prima di passarle in padella con aglio e peperoncino. La cottura a vapore, o in pentola con acqua bollente, smorzerà quel sapore leggermente amaro…caratteristica che in realtà è bene ricordare come preziosa alleata per l’organismo, come ottimo depurativo di fegato e apparato gastrico.

Non vi resta che provare questa semplice ricetta, e alla prossima occasione farete incetta di cime di rapa.

Evviva la biodiversità in tavola!

Si ringrazia il sito misya per le fotografie.

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I carciofi di Tobia

Sembra il titolo di una storia un po’ magica, e in effetti lo è. Vi portiamo in Sardegna e vi raccontiamo una storia, vera, fatta di vita, fatica, amore e dedizione alla Terra, quella di Tobia è una storia dal sapore buono dall’inizio alla fine.

Voliamo con la mente in Sardegna, immaginiamocela però ancora più selvaggia di come magari siamo abituati a vederla d’estate, e dipingiamola di verde, un verde intenso, quello dei colli e dei campi di Tobia Desogus, il re dei carciofi.

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I campi di Tobia al momento sono 14 ettari, di cui parte a vigneto (3 ettari), 5000 metri di oliveto, gli altri terreni a rotazione con i carciofi. Di norma, ci dice, ho 3/4 ettari di carciofi all’anno.

I suoi sono proprio i carciofi che trovate in cassetta, carnosi e gustosissimi. Il segreto del loro sapore sta nel microclima che si forma in questa zona, i terreni di Tobia infatti sorgono a Sud della Sardegna, in provincia di Carbonia – Iglesias, in una condizione privilegiata, non lontani dal mare, e non esposti al gelo dell’entroterra, che mai come quest’anno ha decimato le coltivazioni dei suoi vicini. Si parla infatti quasi di un piccolo miracolo, se in questo periodo riusciamo a gustare questi splendidi carciofi. E’ proprio grazie alla posizione strategica che li ripara negli inverni più estremi, e alla brezza marina che i carciofi di Tobia acquisiscono un sapore unico, i minerali dei vapori marini arrivano fin qui e si depositano nel terreno, pronti per essere assorbiti dalle giovani piante.




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Ma non c’è solo il mare a renderli così buoni, la cura e l’amore per ogni singola pianta, fanno sì che ogni carciofo sia un prodotto artigianale, piantato a mano, accudito dalle erbacce, dagli afidi e raccolto con sapienza al momento giusto, sempre manualmente.

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Tutta questa sapienza Tobia l’ha imparata coltivando dapprima i terreni di famiglia, passione che, nonostante una laurea e un lavoro nel mondo dell’informatica, il suo cuore non ha dimenticato…e nel 2010 decide di non accettare il contratto a tempo indeterminato presso l’azienda informatica: torna definitivamente alla campagna, il suo grande amore, e noi non possiamo che fargli un applauso per questa scelta così coraggiosa.

I carciofi coltivati da Tobia sono di due varietà, lo spinoso sardo, varietà autoctona, e il tema, il classico carciofo che riceviamo in cassetta. Ci dice che i suoi preferiti sono gli spinosi, che lo sono di nome e di fatto, per i quali bisogna avere una certa dimestichezza per la pulitura, e ci raccomanda di provarli crudi. Noi intanto gli promettiamo di allenarci con la varietà tema, che ci pare comunque già abbastanza spinosa, e magari quando saremo pronti, faremo un ordine anche della varietà spinosa.

Un grazie a Tobia per la sua disponibilità a parlarci del suo lavoro con tanta passione. Ora, ogni volta che ci saranno i carciofi in cassetta avremo anche un volto e un nome, e sapremo gustare ancora di più il sapore unico di questo frutto di una terra così generosa e di un lavoro così paziente e delicato.

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Buon anno con i nostri dolcissimi ananas!

Questa settimana per augurarvi un fantastico anno nuovo volevamo stupirvi con effetti speciali
Ed ecco con grande gioia che nell’ultima cassettina dell’anno, siamo riusciti a portarvi dei profumati e dolcissimi ananas!

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Che festa! Gustateli freschi e succosi appena tagliati, assicurandovi del  giusto grado di maturazione, si capisce dalla colorazione leggermente giallastra della buccia esterna, dunque se l’ananas in vostro possesso fosse molto verde, attendete qualche giorno.
Certamente per questi frutti non possiamo vantare un km zero, ma sappiamo che in un giorno di festa un piccolo strappo possiamo concedercelo, per la gioia di gustare prelibatezze e sapori di paesi lontani. E’ tradizione di molte famiglie stupire parenti e amici con frutti esotici, e siamo certi che tra cedri, mandarini e arance sicilianissime una fetta di ananas darà quel tocco di festa amato da tutti.

E per chi non riuscisse a consumare tutta l’ananas fresca, ecco una ricetta per sformare una torta delicata e profumata, perfetta per il te o la colazione:

Torta rovesciata all’ananas

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Ingredienti:

  • 100 gr di zucchero di canna + 3 cucchiai per caramello
  • 100 di olio di mais o di girasole deodorato
  • 250 gr di farina 0
  • 1 vasetto di yogurt di soia
  • 150 ml di latte vegetale a scelta, avena ad esempio va benissimo
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • vaniglia in polvere un pizzico
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • una decina di fette di ananas
  • brandy qb
  • 200 ml di acqua
  • 3 cucchiai di zucchero di canna

Procedimento:

In un padellino scaldare i 3 cucchiai di zucchero con un po’ di acqua, fino a fondere bene lo zucchero rendendolo leggermente brunito, velocemente poi trasferire il caramello sulla teglia (se non è di silicone, foderatela con carta forno).

Distribuire in modo omogeneo il caramello e adagiarci sopra le fette di ananas.

Iniziamo mescolando dapprima tutti i liquidi con lo zucchero, poi aggiungiamo la farina, l’amido di mais, la vaniglia, il sale e il lievito.

Il composto dovrà risultare abbastanza cremoso, ma non fluido. Se dovessi notare una certa difficoltà a mescolare gli ingredienti, aggiungi tranquillamente del latte vegetale.

In ultimo frulla tre fette di ananas.

Ora versiamo il composto sulla teglia dove abbiamo adagiato caramello e fette di ananas.

E via inforno per circa 40 minuti a 170° C. Ora prepariamo lo sciroppo per la torta, sciogliendo i tre cucchiai di zucchero nell’acqua, unire il brandy e assaggiare.

Fai la prova con lo stecchino per verificare la cottura della torta.

Una volta sfornata, lasciamo raffreddare per circa 15 minuti, versiamo poi, prima di rovesciare la torta, lo sciroppo al brandy. Non lasciatevi intimorire dalla quantità di liquido, versate in modo omogeneo e la torta assorbirà piano piano.Il profumo sarà davvero intenso e sarà difficile resistere

Quando la torta sarà ben fredda, rovesciate su un bel piatto.

Vi auguriamo un dolcissimo nuovo anno!

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Ecco i vincitori del contest “Le Bio ricette di Natale”!

Rullo di tamburi, squilli di trombe! Eccoci arrivati al verdetto finale del contest!

E’ stato davvero difficile scegliere, avremmo voluto premiare tutti! Ci sono arrivate tante ricette, curate, deliziose, descritte con amore e dovizia di particolari e ingredienti ricercati. Abbiamo capito che il nostro pubblico è davvero speciale! Siete attenti alla stagionalità, alla salute in tavola, alla semplicità così come alla cucina più chic, insomma siete dei super cuochi, complimenti!!

E ora bando alle ciance, tiriamo fuori i nomi, e sveliamo anche che abbiamo aggiunto due premi, quindi i vincitori sono 5 e non 3, non potevamo resistere…

Signore e signori, ecco i nomi:

1 PREMIO_CORTOBIO

vince un abbonamento a Cortobio

Maria Papis con la sua Millefoglie di brisèe con semifreddo ai cachi e dadolata di pere al vin brulè

una ricetta che sfida le leggi di gravità, una composizione che ci ha conquistato per la bellezza e soprattutto la golosità

papis

2 PREMIO_CORTOBIO

vince una cassetta GRANDE mista

Francesca Viola con Triangolini di fagioli con morbido ripieno di patate al forno, porri,
curcuma e pepe nero profumati alla nocciola, su letto di cavolo viola
alla vaniglia, polvere di acai ed emulsione raw al broccolo.

Questa ricetta è un vero tripudio di originalità, benessere e colori

Viola

 

3 PREMIO_CORTOBIO

vince una cassetta MEDIA mista

Andrea Fanelli con Crema di zucca con zenzero e mele

Questa ricetta ci ha colpito per la cura della presentazione e dell’esecuzione, la semplicità e la stagionalità degli ingredienti, un vero e proprio comfort food

Fanelli

 

E ora passiamo alle menzioni speciali, delle ricette che si sono piaciute moltissimo e che non potevamo non far salire sul podio, dunque:

vince una cassetta PICCOLA mista

Raffaella Papetti con la sua solare e festosa ricetta Girasoli alla zucca con crema di porri e ricotta

Processed with MOLDIV

 

vince una cassetta di AGRUMI MIX

Annalisa Todeschi con l’originale Millefoglie di verdure di stagione

Todeschi

Un grazie grandissimo a tutti voi, fantastici clienti, sostenitori e simpatizzanti per averci inviato con tanto amore le vostre ricette natalizie, a presto per una raccolta di tutte le ricette che darà risalto alla vostra bravura.

Da tutta la giuria i migliori auguri di BUONE FESTE

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