Dodici millimetri di laboriosità, spirito di sacrificio e altruismo
Nasce da un uovo deposto dalla regina
e in tre settimane diventa adulta e pronta per una carriera vertiginosa: da spazzina a nutrice, da guardiana a ventilatrice e, infine, raccoglitrice di polline. L'ape svolge una vita di superlavoro che durante la bella stagione dura quaranta giorni e che produce per nostra gioia e salute il più semplice degli zuccheri: il miele.
Il miele distribuito da Cortobio è prodotto anche da L’ape che…, apicoltura a Ome (BS). Attraverso le parole di Alessio vi raccontiamo la sua storia e cosa vuol dire produrre miele biologico.
L’ape che…
Alessio Plebani è un giovane apicoltore che ha fatto della passione del padre un lavoro.
Dopo la scuola di perito agrario prosegue l’attività hobbistica del padre apicoltore e nel 2001 a Ome (BS) nasce l’azienda biologica “L’ape che…”: nutre, pulisce, difende, rinfresca, raccoglie il nettare, difende il nido, impollina, produce miele.
Quando l’azienda nasce, è già bio!
Il padre di Alessio allevava già le api rispettando le regole del bio, quando le certificazioni non esistevano.
Produrre miele biologico significa avere postazioni lontano da strade ad alta percorrenza, allevamenti e pollai intensivi. Nel raggio di 3 km le fonti di nettare e polline devono essere costituite da flora spontanea e coltivazioni biologiche.
La difesa delle api dalla varroa - parassita che si nutre degli insetti adulti - viene affidata solo a prodotti naturali. Gli alveari sono costituiti da materiali naturali, che non presentano rischi di contaminazione per il miele. La cera utilizzata per costruire nuovi telai è biologica ed è prodotta solo dalle sue api, non inquinata da agenti estranei.
Stare nei boschi a contatto con il ronzio delle api.
Alessio adora stare all’aria aperta, a lui piace questo lavoro perché ogni giorno è sempre diverso.
Capisce subito quando un nucleo è orfano di regina, quando ha fame o se ha poco spazio. Se non hanno la regina lui ne alleva una nuova, se hanno fame le alimenta con il loro stesso miele (niente alimentazione estranea), se la famiglia ha poco spazio ne trasferisce una parte in altre arnie. Ogni arnia ha le proprie esigenze e lui le riconosce, non spingendola mai nella produzione.
All’inizio della primavera vengono preparate le postazioni, tutte nei boschi o nei prati di alta montagna.
Dai vigneti della Franciacorta, agli appennini di Parma
passando per i mille metri d’altezza tra il Maniva e la Val trompia. Le api vengono trasportate con il camion e per lo spazio che occupano viene pagato un affitto, anche barattandolo con miele.
Acacia castagno millefiori rododendro tiglio melata…
Questo è il frutto del lavoro di Alessio. Ma dal 2019 la produzione continua a calare, a causa di eventi climatici sempre più estremi.
Nottate troppo fredde e gelate tardive impediscono al fiore di produrre nettare; temperature troppo alte portano invece fioriture improvvise, limitate a pochi giorni. L’imprevedibilità climatica è la principale sfida, insieme ai nuovi predatori, come la vespa velutina e l’Aethina tumida o “tarlo delle arnie”.
Ma Alessio continua il suo lavoro con la passione di sempre, salvaguardando le api, bio-indicatore per eccellenza, specie determinante per il benessere di tutti noi. Da una ricerca dell’UE risulta che circa il 70% del cibo che mangiamo proviene dagli insetti impollinatori, che comprendono un elevatissimo numero di specie. Tra queste, oltre alle api selvatiche, la più conosciuta è l’ape domestica.
L'alveare: una piccola bottega farmaceutica
Il miele, frutto della digestione del nettare
Il miele è un alimento energetico, con un elevato potere dolcificante che lo rende preferibile allo zucchero. E’ principalmente costituito da zuccheri semplici e quindi facilmente digeribili, con tracce di acqua e altre sostanze (enzimi, proteine e oligoelementi), in parte di origine vegetale, in parte conferite dalle api. Questi elementi possono svolgere una funzione preventiva per la salute.
Se il miele è bio, non presenterà sostanze estranee, infatti, non può essere "adulterato": pratica comune in alcuni mieli che si trovano in commercio. "L'adulterazione" consiste nel: miscelare un miele con dell’altro miele, di qualità inferiore; somministrare alle api sciroppi durante il raccolto oppure rendere liquido un miele cristallizzato, portandolo ad alte temperature. Con questi metodi il miele perde gran parte dei suoi benefici.
Il miele naturale tende a cristallizzare col tempo, magari solo intorbidendosi, mentre quello adulterato resta spesso liquido. Per riconoscere il miele naturale riportiamo qui una descrizione dettagliata della tendenza a cristallizzare nei diversi tipi di miele.
All’apicoltore appassionato resta quindi il compito arduo di raccogliere questo bene prezioso e portarlo sulle nostre tavole.
Tutti dovrebbero avere il massimo interesse nell’apicoltura, perché nella vita umana molto più di quanto si pensi dipende da essa (Steiner)
Cortobio distribuisce miele bio di acacia, castagno, rododendro e tiglio dell'azienda L'ape che di Ome (BS); eucalipto e agrumi del Consorzio di produttori biologici e biodinamici Lucano di Bernalda (MT).




















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